lunedì 22 marzo 2021

RITUALI DI NEGAZIONE

 Cito un passo da Peter Levine - "In an unspoken voice" - Con una voce che non parla.


"In una delle terapie che vanno per la maggiore, il dottore che insiste nel difendere il suo ruolo protetto di " Guaritore Sano" resta separato dal suo cliente. Il suo cliente sofferente resterà decisamente solo, trattenendo i gravi orrori che lo hanno sovrastato, bloccato la sua capacità di autoregolazione e crescita.

Il terapeuta ISTRUISCE la vittima di PSTD affinché assuma il controllo sui suoi sentimenti, riorganizzi i suoi comportamenti insoliti, modifichi i suoi pensieri disfunzionali.

Il curare è ostacolato da una nomenclatura e un paradigma che - separando il guaritore da chi è in vari modi ferito NEGA L'UNIVERSALITA' DELLE NOSTRE RISPOSTE DI TERRORE E ORRORE. LA CURA DIVENTA UN RITO DI NEGAZIONE.

Il paradosso del Trauma è che ha sia il potere di distruggere che quello di trasformare e restituire a nuova vita.

Il terapeuta deve imparare tramite i suoi incontri con i suoi Traumi AD ESSERE PRESENTE CON I SUOI CLIENTI. CURARE IL TRAUMA RICHIEDE LA CONSAPEVOLEZZA NEL SENTIRE IL CORPO E LE SUE REAZIONI, CHE IL TERAPEUTA SENTA ENTRAMBI, CONTEMPORANEAMENTE, IL SUO E QUELLO DEL SUO CLIENTE. ( Non si tratta qui di sentire il corpo del cliente con la palpazione manuale).

Le posture, i gesti, la mimica facciale delle persone, raccontano il racconto che non viene raccontato (the untold tale)".

I rituali che celebrano la Negazione sono a bizzeffe, mi interessa molto provare a leggere la realtà del mondo attuale attraverso questo concetto, vederne il canone, i paramenti, l'allestimento scenico, gli strumenti. Vedere cosa ognuno di questi Riti, officiati da celebranti vari e variamente addestrati, opera sui fedeli, quali trasformazioni si propone di produrre e con quanto successo. 

Sarà argomento del prossimo post.

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