martedì 27 ottobre 2015

Ciaccona


DOMANDE RICORRENTI n.3

Questo è uno spazio che riempirò successivamente dopo aver raccolto le domande che mi verranno poste. Sarò contenta di rispondere anche a domande dei lettori/lettrici del blog.

Sto preparando un "Dizionario" dalla A alla Z sulla pratica delle Costellazioni Familiari in cui potrete scoprire cose nuove, comprendere meglio di cosa sto parlando, cosa sto facendo e cosa stanno facendo le molte persone che in tutta Europa fanno i/le facilitatori/facilitatrici. Potrete ricostruire il percorso che mi ha portato fin qui, chi sono stati i miei "Spiriti Guida", persone che ho conosciuto e incontrato e persone che mi hanno parlato e affascinato attraverso i loro libri.  


E adesso mi è venuta in mente la Domanda Ricorrente n. 10, così ho composto un vero e proprio decalogo, senza volere.

10. A chi fa bene fare una Costellazione Familiare ? A chi si fa costellare, ai rappresentanti, a coloro che assistono senza avere una partecipazione attiva come costellati o rappresentanti, ma ANCHE - e questa è una delle sfide alla nostra logica cartesiana ( Cogito ergo sum) ANCHE A CHI NON È PRESENTE LI' . Per esempio : hai litigato con tuo fratello, sorella, mamma, papà e non vi parlate più da anni, dopo la Costellazione, facilmente quella persona, che non era lì, ti telefona, ti manda un sms, inaspettatamente. E' già successo più di una volta.


Un altra batteria di Domande Ricorrenti di cui scriverò in seguito è quella delle differenze fra psicoterapia e costellazioni familiari.

Tanti gioiosi saluti a tutti/e !!

DOMANDE RICORRENTI N.2

5. Chi sono i cosiddetti "costellati/e" ? Sono le persone che sono venute a sedersi sulla sedia vuota accanto a me per cercare una soluzione a un loro problema e sono coloro che scelgono i rappresentanti.

6. Se la Costellazione Familiare dura 4 ore, 6 ore, a seconda di come ci si accorda - e non si lavora per 4 ore, né per 6 sul problema di un/una singola persona "costellata" è necessario che tutti stiano lì fino alla fine ? Sì, perché se dopo aver rappresentato il tuo problema, saluti e te ne vai non ci sono più rappresentanti per i problemi degli altri/e presenti al gruppo. Non è una consulenza individuale. Senza il gruppo nessuno può attivare il campo né fare alcunché, nemmeno io.

7. Quando ho il compito di "facilitatrice" indico al/alla "costellato/a" di scegliere i rappresentanti, non indico scegli Claudio, Mario, Silvia, ma per esempio oltre ai membri della famiglia d'origine, e qui è facile, suggerisco di scegliere un/una rappresentante per la "Fortuna", la "Sfortuna", la "Felicità", la "tua Strada", il "Segreto" se ho la sensazione che ci sia un segreto di mezzo. Ovviamente quel segreto non dovrà essere rivelato, né a me, né al gruppo, chiederò soltanto al/alla "costellato/a" se sa di cosa si tratta, spesso lo sanno. Diversamente di provare a informarsi. Oppure Una rappresentante per l'Italia e una per la nazione d'origine ( Francia, Spagna, Marocco etc.) per chi ha lasciato o dovuto lasciare la nazione in cui è nato/a.

8. Quando si rappresenta una famiglia si possono scegliere rappresentanti donne per i papà o i fratelli e rappresentanti uomini per le mamme o le sorelle ? No.

9. Si possono rappresentare solo famiglie o coppie sposate, conviventi, fidanzati/e ? No. Se si ha un problema con la ditta in cui si lavora si rappresenta la ditta ( e bisogna sempre scegliere una donna) o la Casa n.1 e la Casa n.2, per es. non posso tenerle tutte e due, quale tengo e quale lascio ?

DOMANDE RICORRENTI SULLE COSTELLAZIONI FAMILIARI n.1 (F.A.Q)

1. E' come fare teatro o psicodramma ? No.

2. Bisogna essere in gruppo ? Sì, almeno una decina di persone. Diversamente non ci sono i "rappresentanti"

3. Chi sono e cosa fanno i rappresentanti ? Saremo seduti/e in cerchio con una sedia vuota accanto a me che ho il ruolo di "facilitatrice". Una persona del gruppo che vuole una soluzione a un suo problema si siede accanto a me. Dice tre cose tre, non permetto di dirne di più perché non si tratta di raccontare la propria vita al gruppo, poi le dico di scegliere - nel caso sia un problema con la famiglia d'origine, un "rappresentante di mamma, papà, eventuali fratelli e sorelle e di se stesso/a. I rappresentanti sono liberi di accettare o rifiutare questo compito. I rappresentanti una volta entrati in piedi in mezzo al cerchio delle persone sedute, sono invitati a seguire i movimenti che sentiranno nel loro corpo o gli stati d'animo che proveranno stando lì. Quindi la consegna per loro è : evita di fare i tuoi movimenti, di provare cose tue, sintonizzati con ciò che ti arriva, anche se non ne comprendi il motivo e non lo comprendi all'inizio. Non cadrai in trance, non ti succederà niente di male, né di pericoloso. Accettare di fare i rappresentanti significa aiutare il gruppo e la persona che, in specifico, ha chiesto aiuto per sé ma fa bene anche ai rappresentanti stessi perché possono fare esperienza diretta di come lavorano con noi le "forze del campo di conoscenza" che si crea in questa specifica situazione, possono inoltre vivere ruoli che non hanno mai vissuto fino a quel momento, provare cose che non hanno mai provato e questo fa bene, è come vivere tante vite in una.

4. Cos'è il "campo di conoscenza" ? E' un campo di energia, avete presente il campo magnetico creato da una calamita ? O il concetto di "campo" nella fisica quantistica. Forse questo è più difficile da comprendere. Durante una Costellazione, questo "campo di conoscenza" o "campo generatore di informazioni" lavora con noi e noi con lui, senza spiegarci tutta la storia, ma inviandoci tramite sensazioni corporee molto precise, informazioni altrettanto precise su persone di cui non sappiamo nulla e che mai abbiamo incontrato.  Strano ? Incredibile ? Magico ? Una sfida alla logica ? Qualcosa che mai avremmo creduto possibile ? Sì è tutto questo. Per esempio potreste trovarvi mentre fate i "rappresentanti" ad assumere un "tic" che aveva la persona che state rappresentando. Ma , vi assicuro, è bellissimo lavorare insieme a queste forze e farsi guidare - me compresa - da loro.

martedì 20 ottobre 2015

Silenzio d'amuri

E' una bellissima canzone, tratta dal film "Tous les soleils", in italiano il titolo è :"Non ci posso credere", un film che vi consiglio di vedere. C'è tutto, la vita, la morte, la compassione, il ridere, la poesia, e l'amore che nasce a partire da una condivisione molto vera, un amore senza seduzione, corteggiamento, narcisismo. Un incontro così come forse molti/e di noi vorremmo. Le musiche sono dell'ensemble "L'Arpeggiata" diretto da Christina Pluhar, austriaca. Loro fanno della musica eccellente, esecuzioni finissime e accurate, almeno per me. Hanno fatto ricerca su antiche musiche, ciaccone, tarantelle del '600-'700 del Sud Italia. Cose che noi non facciamo, chissà ? Forse perché ci hanno convinto che facciamo parte dei "Pigs", cioè maiali sfaticati. Ovviamente non è così, anche se i media main stream, cantano solo questa orrenda canzone.

"Silenzio d'amuri"


lunedì 19 ottobre 2015

Passa L'Angelo

La canzone di De Gregori, si dice che lui l'abbia dedicata alla morte di Harry Belafonte. E' l'Angelo della morte, e qui è un tipo molto simpatico e dolce. Le Costellazioni familiari intrecciano la morte e la vita con un movimento di andata e ritorno. Mettono in scena i morti, specie gli/le uccisi/e, i/le dimenticati/e e quelli che devono "essere richiamati in vita", almeno per un pò, per mettere a posto ciò che non siamo riusciti a mettere a posto con loro. Marco Massignan, il mio maestro, ci ricorda sempre che dobbiamo prepararci alla morte, adesso, intanto che stiamo bene. E' una cosa che noi italiani rifuggiamo con tutte le nostre forze, "tutto fuorché la morte" ( lui dice spesso). Abbiamo anche dei proverbi, tipo "pagare e morire si è sempre in tempo" o dei modi di dire per sottolineare la negatività di una persona e delle sue azioni :" è il bacio della morte !" o di persone in cattiva salute : " Al pàr la mort ingurda" ( dialettale). Il mio intento nel rifare questa bella canzone con il mio piccolo ukulele è quello di avvicinare me e voi all'idea della morte in modo più pacificato e dolce.
Gli antropologi dicono che il rapporto con la morte è uno dei temi importanti per capire come funziona una certa società o una certa cultura. Sappiamo bene come funziona la nostra e come funzioniamo noi a questo riguardo. La morte è per noi una sconfitta, un fallimento personale e della scienza medica, non è mai una cosa naturale, non è mai un importante passaggio di trasformazione, è proprio qualcosa che non vogliamo, la vediamo come un'imperfezione della vita e sogniamo di poterla sconfiggere. E' una realtà che tutti conosciamo, che non comprendiamo, e di fronte alla quale mettiamo in atto un meccanismo di difesa psicologico tetragono : il diniego, la negazione della realtà. Meccanismo che quando viene applicato ad altre indiscutibili realtà, fa sembrare "matti" quelli che lo fanno. Nel caso della morte, siccome lo facciamo tutti, no. Però, a pensarci bene, lo sembriamo tutti, teneramente e disperatamente un pò "matti". Ma...possiamo cominciare a lavorarci.

Passa l'Angelo


domenica 18 ottobre 2015

La cascina "Agropolis"


Buongiorno a tutte, tutti,
cominciano a Cremona, presso la Cascina Centro Diurno "Agropolis", Via Marasco, i pomeriggi di Costellazioni Familiari. Poi pubblicherò la data di Novembre 2015.