lunedì 19 ottobre 2015

Passa L'Angelo

La canzone di De Gregori, si dice che lui l'abbia dedicata alla morte di Harry Belafonte. E' l'Angelo della morte, e qui è un tipo molto simpatico e dolce. Le Costellazioni familiari intrecciano la morte e la vita con un movimento di andata e ritorno. Mettono in scena i morti, specie gli/le uccisi/e, i/le dimenticati/e e quelli che devono "essere richiamati in vita", almeno per un pò, per mettere a posto ciò che non siamo riusciti a mettere a posto con loro. Marco Massignan, il mio maestro, ci ricorda sempre che dobbiamo prepararci alla morte, adesso, intanto che stiamo bene. E' una cosa che noi italiani rifuggiamo con tutte le nostre forze, "tutto fuorché la morte" ( lui dice spesso). Abbiamo anche dei proverbi, tipo "pagare e morire si è sempre in tempo" o dei modi di dire per sottolineare la negatività di una persona e delle sue azioni :" è il bacio della morte !" o di persone in cattiva salute : " Al pàr la mort ingurda" ( dialettale). Il mio intento nel rifare questa bella canzone con il mio piccolo ukulele è quello di avvicinare me e voi all'idea della morte in modo più pacificato e dolce.
Gli antropologi dicono che il rapporto con la morte è uno dei temi importanti per capire come funziona una certa società o una certa cultura. Sappiamo bene come funziona la nostra e come funzioniamo noi a questo riguardo. La morte è per noi una sconfitta, un fallimento personale e della scienza medica, non è mai una cosa naturale, non è mai un importante passaggio di trasformazione, è proprio qualcosa che non vogliamo, la vediamo come un'imperfezione della vita e sogniamo di poterla sconfiggere. E' una realtà che tutti conosciamo, che non comprendiamo, e di fronte alla quale mettiamo in atto un meccanismo di difesa psicologico tetragono : il diniego, la negazione della realtà. Meccanismo che quando viene applicato ad altre indiscutibili realtà, fa sembrare "matti" quelli che lo fanno. Nel caso della morte, siccome lo facciamo tutti, no. Però, a pensarci bene, lo sembriamo tutti, teneramente e disperatamente un pò "matti". Ma...possiamo cominciare a lavorarci.

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